Prelievo di acqua da pozzo per uso extradomestico: cosa occorre sapere.
- Davide Zucchi
- 16 ore fa
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L’uso e il prelievo delle acque pubbliche sono regolamentati da leggi dello Stato (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque pubbliche e impianti elettrici e successive R.D. n.1775 del 11/12/1933 e s.m.i.) e della Regione Emilia-Romagna (Regolamento regionale n.41 del 20/11/2001, per la disciplina del procedimento di concessione di acqua pubblica).
L’utilizzo della risorsa idrica, ad eccezione dell'uso domestico di acque sotterranee da parte del proprietario del fondo, può avvenire soltanto a seguito del rilascio della concessione di derivazione d’acqua pubblica da parte della sede territoriale competente di ARPAE (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, ecc.) in cui sono ubicate le opere di prelievo.

Per uso extradomestico è da intendersi un utilizzo dell’acqua per attività economico-produttive e per realtà abitative diverse dal nucleo familiare.
Prima di contattare una ditta specializzata nella perforazione ed esecuzione dei pozzi, è importante contattare il Geologo, la sola figura professionale in grado di gestire tutte le procedure autorizzative necessarie per la ricerca di acqua sotterranea e per le concessioni demaniali, assicurando che ogni fase del processo sia in linea con la normativa vigente. Un pozzo "mal" progettato, oltre a non essere efficiente, può comportare costi non necessari.
Si ricorda che In caso di prelievo abusivo di risorsa idrica l’utilizzatore è tenuto a versare un indennizzo risarcitorio parametrato ai periodi di utilizzo alle quantità prelevate.

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